04/12/11

La vera data del Natale.

La data del Natale sta diventando per me in questi giorni una vera e propria indagine. Potrebbe essere l'inizio di un C.S.I. Gerusalemme o un Cold Case dei vangeli. Spulciando tra affermazioni e riferimenti storici, tra siti internet e tesi di studiosi ci si ritrova in un vero labirinto storico di affermazioni, scoperte, tesi, ipotesi, deduzioni, passi avanti e passi indietro, avvolgendo la data del Dies Natalis di un alone di mistero.
Il giorno della Suprema tenerezza di Dio che si fa Uomo è bello festeggiare, è giusto ed anche Santo. Tutti i cattolici ricordano e celebrano il Dies Natalis il 25 Dicembre, ma pare che  la nascita di Nostro Signore sia collocata da altre ipotesi il 13 Novembre e in base all'interpretazione dei vangeli tra il 7-6 a.C.
Dionigi il Piccolo ricevette l'incarico di calcolare la data di nascita di Cristo che infine ha collocato il 25 dicembre dell'anno 753 dalla fondazione di Roma, mentre si tratterebbe in realtà del 749. Quando ci si accorse del suo errore era ormai troppo tardi per correre ai ripari e correggere anni ed anni di documenti datati ormai seguendo il suo calendario. Per questo i calendari oggi segnano 2011 anziché 2017-2018. Il 13 Novembre invece sarebbe il giorno in cui si è verificata una certa congiunzione di pianeti che ha creato un fenomeno luminoso in cielo capace di far circa 5 volte più luce di una luna piena. Quindi non una cometa o una stella, ma congiunzione di pianeti e ciò sarebbe avvenuto proprio nel 7-6 a.C., il vero anno 0. Il Natale lo si festeggerebbe il 25 dicembre per coprire una festa che anticamente era dedicata al dio sole. Se così fosse, in effetti l'idea dei primi cristiani sarebbe stata ottima ed in grado di far sparire la festa pagana. Oggi invece i "pagani" stanno riprendendosi la loro festa, ma non più dedicata al dio sole, ma al dio danaro, regalo, commercio, etc., etc.. Ci si sta dimenticando di Dio fattosi teneramente Uomo.
Ma davvero il 13 novembre è il Dies Natalis o rimane vero il 25 dicembre? E davvero il 25 dicembre sarebbe stato scelto per coprire la data del Dio Sole?
Si propongono di seguito testi riportati da siti che citando le fonti offrono tesi verosimili.

I Vangeli non indicano una data precisa della Nascita di Gesù, ma al massimo forniscono qualche dato che inquadra il periodo: dal Vangelo secondo Matteo ricaviamo che è nato sotto il regno di Erode il Grande, mentre il Vangelo di San Luca ci informa del fatto che Gesù è nato durante un censimento ordinato da Cesare Augusto mentre la Siria era governata da Quirinio. Da questi scarni dati si è ricavato che l’anno tradizionale della Nascita di Gesù fissato da Dionigi il Piccolo, vale a dire il 753 dalla fondazione di Roma, è errato: Gesù è nato quattro o cinque anni prima della data tradizionale.
Il giorno in cui nacque Gesù è una convenzione? Sostituì una festa pagana voluta dall’imperatore Aureliano il 25 dicembre 274: il Dies Natalis Solis Invicti, ovvero ‘Il giorno di nascita del Sole Invitto’.
Il giorno non è indicato nei Vangeli. Infatti vi sono le più disparate ipotesi riguardo il vero e proprio compleanno di Cristo. Clemente di Alessandria, nel 200, lo fissava il 6 gennaio. Ma abbiamo anche una testimonianza interessante da parte di Ippolito di Roma (martirizzato nel 235), il quale, nel suo Commentario su Daniele risalente al 203, fissa la nascita di Gesù nel quarantaduesimo anno del regno di Augusto otto giorni prima delle calende di gennaio, vale a dire il 25 dicembre del 2 a. C.


Potremmo addirittura avere più certezze rispetto a quelle che pur ci fornisce il bravo autore del brano (il giornalista Roberto Beretta). Egli, benché sostenga la storicità della data classica, ha qualche perplessità sui pastori: afferma infatti "l'attività dei pastori, presenti a Betlemme, in Palestina si svolgeva solo dalla primavera all'autunno".
Ulteriori approfondimenti confermano il fatto che c'erano pastori in giro anche a dicembre: infatti il clima senza neve proprio della regione di Betlemme permetteva che i pastori scendessero in inverno in queste regioni, dove c'erano dei siti e pascoli con erba, cresciuta dopo le piogge autunnali: in zone più settentrionali e montagnose, il freddo impediva la crescita del fieno. I pastori che "vegliavano nella notte" potrebbero essere proprio questi pastori transumanti che bivaccavano.
Questa ipotesi collima anche con una distinzione del Talmud di tre tipi di greggi
a) i greggi che ritornano ogni giorno all'ovile (BAYETOT)
b) quelli che in tempo invernale erano ricondotti all'ovile (Besa 40 a), e
c) le greggi permanentemente al pascolo nel deserto (MIDBARIYYOT LE`OLAM) (Sabb.45 b)
Queste greggi "permanentemente al pascolo nel deserto" si trovavano proprio nella regione di Betlemme!
Anche Partenio, (cf Erotici Scriptores, 29, ed. Firm. Didot p. 20) attesta questi pascoli invernali anche in Sicilia (clima simile).
Fatta questa premessa, che avvalora ulteriormente la tesi del 25 dicembre come data storica della nascita di Gesù, possiamo ora leggere l'articolo del nostro bravo Roberto Beretta,
tratto da Avvenire di Giovedì 24 Dicembre 1998.

Uno studio basato sul calendario di Qumran depone per la storicità della data tradizionale.


E se Gesù fosse nato davvero il 25 dicembre?
di Roberto Beretta
Drin. "Ma lei lo sa che Gesù non è "nato il 25 dicembre?". L'approccio è classico per i Testimoni di Geova, quando suonano alla porta nelle loro peregrinazioni missionarie. E poi giù a dimostrare accomodati nel salotto dell'interlocutore come la data del Natale, in realtà,sia quella convenzionale della festa romana (e pagana) del sol invictus e che quindi la Chiesa cattolica spacci falsità ai suoi aderenti: fin dall'anagrafe del suo stesso Dio.
Ma davvero cosa è il 25 dicembre? E' veramente una data solo simbolica, scippata al paganesimo e -secondo una prassi per la verità piuttosto abituale per i credenti dei primi secoli- reinterpretata in base alla teologia cristiana? Sostenere il contrario sembrerebbe opera da fondamentalisti, ormai, tanta è la sicurezza che studiosi (anche di provata fede cattolica) ostentano in materia. La cadenza decembrina, così prossima al solstizio d'inverno, sarebbe stata fissata nel IV secolo per sovrapporsi al culto indo-iranico di Mithra, importato a Roma dall'imperatore Aureliano (270 e dintorni) e così adatto per tanti suoi simboli (la stella, la nascita in una grotta, i pastori, i Magi-sacerdoti mazdei...) a significare l'evento di Betlemme. Già in un calendario liturgico risalente al 326, infatti, la data del 25 dicembre é segnata come quella della nascita di Gesù.
Ma, in un saggio pubblicato pochi anni fa sulla rivista della Pontificia Università Urbaniana Euntes docete, lo studioso Antonio Ammassari ha rimescolato le cartea tanta certezza. Riprendendo un lavoro firmato nel 1958 dal professore israeliano Shemaryahu Talmon, che ricostruiva secondo il calendario solare biblico trovato aQumran i turni di servizio dei sacerdoti al tempio di Gerusalemme, Ammassari giungeva a scoperte interessanti. Secondo l'evangelista Luca, infatti, Zaccaria (padre di Giovanni Battista) apparteneva alla classe sacerdotale di Abìa ed era in servizio a Gerusalemme quando l'arcangelo gli preannunciò la nascita del figlio. Ora, il gruppo di Abìa esercitava al Tempio di Salomone due volte l'anno: dall'8al 14 del terzo mese (Sivan, corrispondente a maggio-giugno) e tra il 24 e il 30dell'ottavo mese (Heshvan, ovvero ottobre-novembre).
Prendendo per buona questa seconda ipotesi, l'annuncio a Zaccaria sarebbe avvenuto abbastanza vicino al 23 settembre, festa liturgica della "concezione di Giovanni" secondo il calendario bizantino; e la nascita del Battista verrebbe conseguentemente a cadere circa 8 mesi più tardi: cioè verso il 24 giugno, tradizionale memoria di san Giovanni.
Non solo: giacché Luca colloca la visitazione angelica a Maria nel sesto mese di gravidanza della cugina Elisabetta, si può risalire alla data dell'annunciazione; che andrebbe collocata pertanto verso aprile (la festa liturgica dell'evento é il 25 marzo). Quindi la collocazione del Natale di Cristo intorno al 25 dicembre non sarebbe poi così simbolica e per dirla con le parole stesse di Ammassari "risalirebbe ad una tradizione giudaico-cristiana registrata implicitamente da Luca".
A rafforzare la sua tesi, lo studioso indica che essa coincide con il calendario di lettura continua dei salmi rispettato dagli ebrei ortodossi dei tempi di Gesù; in sostanza: la natività del Battista cadrebbe nei giorni in cui si recitava anche il salmo 85, nel quale ricorre la medesima radice del nome Giovanni; l'annunciazione a Maria avverrebbe invece intorno al periodo dedicato alla lettura del salmo 18,in cui ritorna con insistenza lo stesso radicale "salvare" presente pure in "Gesù"; e infine il Magnificat sarebbe stato pronunciato in corrispondenza con i giorni riservati dal "breviario giudaico" al salmo 33 (quello chefa: "Celebrate il Signore con me perché è grande...).
Insomma, le coincidenze fanno pensare. E, nonostante non manchino certe stiracchiaturedi calendario e alcune controindicazioni (per esempio: l'attività dei pastori presenti a Betlemme, in Palestina si svolgeva solo dalla primavera all'autunno (cf nota previa), l'anno scorso il professor Tommaso Federici dell'Urbaniana ha preso posizione a favore della tesi di Ammassari dalle pagine dell'Osservatore romano, lamentando anzi che "tale studio capitale non sia stato rilevato dal grande circuito degli studiosi". E' vero che già nel II secolo Clemente Alessandrino scriveva di non conoscere la vera data di nascita di Cristo, e che il Natale dei primi secoli fu celebrato prima il 25 aprile, poi il 24 giugno e infine il 6 gennaio; ma non sarebbe male approfondire scientificamente la questione. Se non altro per avere di che discutere con i Testimoni di Geova.











Sarebbe bello poter approfondire scientificamente l'argomento.

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