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14/01/19

Vogliamo insegnare agli altri come si vive.

Vogliamo insegnare agli altri come si vive. Vogliamo fare capire agli altri cosa è giusto e cosa è sbagliato. Diamo consigli a chi non li chiede. Puntiamo il dito verso coloro che vivono diversamente dal solito.
Condanniamo quelli che vanno controcorrente, quelli che non si uniformano, quelli che non si formalizzano, quelli che non fanno come gli abbiamo detto.
Vogliamo addirittura evangelizzare i piccoli, perché devono crescere bene, come siamo cresciuti bene noi grazie all'evangelizzazione che abbiamo ricevuto.
Perché vogliamo chiedergli: tu cosa vuoi fare per la tua città?
Perché noi sappiamo cosa serve agli altri affinché crescano bene, per non avere più in giro altri teppisti, mafiosi, spacciatori, parassiti, disonesti e tutte le brutture che oggi abbiamo.
Si. Chiediamo ai dodicenni e ai tredicenni cosa vogliono fare per la loro città.
Così rifletteranno e avremo persone più assennate per le strade, nei nostri condomini, nei nostri quartieri, sui pullman, a fare la fila in posta.
Avremo futuri uomini che aiuteranno altri uomini. Gente che non farà agli altri quello che non vorrebbe fosse fatta lei.
Avremo anziane che saranno aiutate ad attraversare la strada. Ragazzi che si alzeranno per lasciar sedere le donne incinte o le anziane, o si alzeranno solo perché sono donne.
Bene. Risolto il problema.  Facile.
Spero solo che non si alzi un dodicenne a chiedere: scusi ma lei cosa ha fatto per la sua città? 
Perché sa prof, don, dott., Sindaco, onorevole, presidente, Papa, mi sa che ci avete consegnato un mondo .... poco pulito, anzi proprio avvelenato. Abbiamo malati di cancro in ogni famiglia. Molti sono morti, altri stanno combattendo contro il cancro, che voi "grandi" chiamate "il male" solo perché ne avete TERRORE!
Voi cosa avete fatto? Continuate a vivere come se tutto fosse normale. Ci avete consegnato una città per la quale è stata dichiarata la catastrofe ambientale. Eppure nessuno si muove per cambiare le cose. Non abbiamo neppure l'acqua potabile. Voi cosa avete fatto per la vostra vita? Non per la città! Per la vostra vita! Avete visto morire i vostri padri, madri, figli, sorelle, fratelli per un cancro causato sappiamo tutti da chi e da cosa e non mi pare che abbiate fatto qualcosa.
Un uomo ha dichiarato d'aver visto e fatto quel che serve per ucciderci tutti. Ci hanno sparato 50 anni fa e state ancora qui ad aspettare che la pallottola vi colpisca da qualche parte e rimanete nel mirino senza neanche cercare di spostarvi e volete insegnare a noi cosa sia giustizia, cristiano, bene, male, scusi prof, don, dott., Sindaco, onorevole, presidente, Papa, ma non siete neanche vagamente credibili. Siete patetici.

Non avete denunciato nessuno, non vi siete costituiti parte civile, non avete fatto una class action, non avete fatto gruppo, non avete fatto nulla. In Francia per l'aumento della benzina hanno scatenato il putiferio, in Brasile per il prezzo della metro hanno fatto lo stesso.

E voi adulti che volete insegnare a noi, quale esempio ci avete dato?

05/09/10

Gela città senza cure.

Per non far tante storie inutili, il problema di Gela è che dietro tutto c'è un interesse sommerso che dà da mangiare ad altre poche famiglie, oltre alle 1000-1500 persone, e il gelese è un popolo strano e lassista. Dimostrazione del tutto è che lo stabilimento ancora resiste solo per dar da mangiare a così poche persone al costo della salute del resto della popolazione, che al posto di quella fabbrica di tossicità vorrebbe vedere un parco divertimenti che farebbe invidia a Mirabilandia o Gardaland. Ma il gelese dorme e finchè non si sveglia loro hanno il tempo di fare i loro ... comodi violentando la nostra terra, il nostro mare, la nostra aria e purtroppo anche i nostri corpi date le statistiche sui casi di tumore a Gela.
L'arrivo dello stabilimanto ha appiattito la cultura della gente di quel periodo e l'economia di Gela che era vocata al turismo, ma siccome è più semplice lavorare senza dover studiare, che studiare il modo per crearsi un lavoro, allora la gente ha preferito la prima soluzione, anche per la povertà nella quale si ritrovava il paese.
Oggi però avremmo avuto un arenile strepitoso e pulito, una marineria e una organizzazione turistica dettata dall'esperienza.
Oggi abbiamo invece il più alto tasso di malformazioni neonatali e casi di tumore.
Ma meglio un po' di veleno al giorno che un pezzo di pane in meno è la mentalità delle famiglie degli operai dello stabilimento. L'Eni è stata condannata a risarcire i danni alla città, ma qualcuno sta ridendo come un matto dentro a qualche ufficio, pensando che hanno potuto fare tutto e possono anche fare i sordi difronte ad una richiesta di risarcimento. Hanno pagato? In città non ho visto cose nuove. Ci sono figli senza padre o madre, perchè morti, stranamente, di cancro. Ne i lavoratori ne le loro famiglie ne i cittadini passivi hanno mai beneficiato della ricchezza del sottosuolo della città, neanche per curarsi dal cancro.
Dovremmo avere diritto a test di prevenzione tumorali pagati dall'Eni, ma non abbiamo mai avuto manco un polo oncologico fino a poco tempo fa. Come mai? Ci sarebbero stati troppi casi evidenti se tutti curati nello stesso posto. Dovendo andare fuori i casi si sono diluiti in tutta Italia e tutto è stato meno evidente. Qualcuno mette ordine anche in questo.
Si Gela è una città davvero strana e malata!!!

29/01/09

Morti bianche. Incidene sul lavoro al Petrolchimico di Gela.

Un operaio di 34 anni, Salvatore Vittorioso, e' morto al Petrolchimico di Gela oggi alle 21,30 a causa dell'esplosione di un'apparecchiatura sotto pressione. L'operaio, di origine licatese, lavorava per la Ecorigen, azienda che si occupa della rigenerazione dei catalizzatori e degli olii esausti, da otto anni all'interno dello stabilimento petrolchimico di Gela, all'isola 13. La causa dell'esplosione è ancora da accertare. La porta di un forno si sarebbe staccata dall'apparecchiatura colpendo l'operaio che e' stato anche investito dalle fiamme fuoruscite dalla stessa macchina utilizzata per la rigenerazione dei catalizzatori esausti. Il suo corpo, al ritrovamento dei compagni, risultava ustionato ed in parte carbonizzato. Morire di lavoro senza sapere neanche il perché. Di chi sarà stavolta la responsabilità? I cimiteri italiani sono pieni di morti sul lavoro, colpevoli della propria morte imputatagli dai vivi, gestori di vite altrui.

Come nascono le dune a Gela. Smaltire la plastica no?

ti fai del male - Celentano

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