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29/09/19

I giovani si fanno sentire! O no?

Venerdì 27 settembre 2019 a milioni i giovani di tutta Italia hanno invaso le strade delle città per unirsi al movimento avviato da Greta Thumberg. Finalmente il mondo si muove per cambiare le cose?
Possiamo sperare di vedere i giovani impegnati in una svolta civile, quella svolta che gli "adulti" non si impegnano ad attuare da ormai troppo tempo?
In quanto educatore e formatore ho tanta fiducia nelle capacità dei giovani, spesso mi capita di credere più io in loro che loro in se stessi,ma questo è quasi fisiologico alla loro età, ma Greta Thumberg sembra sapere il fatto suo, sembra conoscere anche la comunicazione e non sembra mostrare nessun dubbio su quel che può fare e dire, senza alcun problema di autostima. Ascoltarla mette in soggezione i giornalisti che parlano con lei come se fosse uno scienziato con vecchia esperienza. Sarà forse la sua capacità aumentanta a renderla così lucida e perfettamente collegata alle sue informate risposte.
Greta è mossa da una rigida intelligenza che non sottovaluta i sintomi di un mondo malato e non vuole tacere la colpevole distrazione di coloro che, per scopi meramente economici, continuano a produrre la causa dei disastri ambientali che hanno consegnato ai giovani un mondo che promette poco futuro e tanta sofferenza.
I nostri giovani sono molto più collegati alla realtà di quanto non lo fossimo noi 30 o 40 anni fa. Le nostre informazioni erano prelevate da limitate enciclopedie cartacee, dalle esperienze dei "cugini" o fratelli più grandi e qualche rivista.
Oggi i nostri giovani hanno accesso ad ogni tipo di conoscenza e questo potrebbe permettere loro una evoluzione culturale e generazionale notevole di cui hanno però poca coscienza.
La manifestazione di venerdì 27 settembre scorso ha coinvolto milioni di giovani di tutto il mondo. Una giornata dedicata a cortei nei quali tutti hanno urlato la necessità di fermare il processo di surriscaldamento mondiale.
Quindi è certo: i giovani desiderano cambiare il mondo.
Ma quello che mi chiedo è: vogliono farlo seriamente? 
E poi: chi deve cambiarlo? Lo hanno capito?
Gli adulti hanno capito chi deve cambiare le cose?
A chi tocca la decisione e l'attuazione di questo cambiamento?
I giovani sembrano essere quelli più sensibili a questo problema e proprio una ragazzina ha saputo farsi ascoltare per sottolineare la serietà della situazione.
La manifestazione c'è stata, la voce si è levata e adesso?
Chi ha il potere di mettere in atto la svolta per il cambiamento serio?
Quando chiedo ai ragazzi cosa possono fare, loro dicono di non saperlo, si sentono impotenti e spiazzati.
Personalmente dico loro che il vero più grande potere è nelle loro mani, che hanno più potere di noi adulti e che loro potrebbero veramente guidare e governare il cambiamento, ma non ci credono e pensano che non potrebbero avere la sequela necessaria.
Faccio notare loro che una ragazza di 16 anni è stata capace di attirare l'attenzione e di farsi sentire e seguire da milioni di persone ed ha avuto il coraggio di parlare davanti ai più potenti governanti del pianeta e loro mi hanno risposto che per fare una cosa simile si deve possedere la propensione.
Certo, bisogna avere maturato un forte senso di responsabilità, perché caricarsi di un impegno così grande comporta comunque una grande forza interiore per poter gestire la forte pressione mediatica che questo poi comporterà.
Quindi forse non avremo una Greta nostrana, ok, e allora non possiamo mettere in atto alcun cambiamento?
Premetto che anche io avrei un forte pregiudizio riguardo a certe affermazioni che sembrano preconfezionate, come per esempio: se vuoi cambiare il mondo comincia a cambiare tu.
Affermazione che sembra essere debole ma che ha una immensa importanza se vogliamo creare un cambiamento radicale che possa espandersi a macchia d'olio.
Cosa possiamo fare per imporre un cambiamento?
Io ho fatto le mie riflessioni e le mie deduzioni e una risposta me la sono data.
La soluzione impone una scelta comune che sia di tutti per tutti. Bisogna sensibilizzare tutti perché tutti comprendano la necessità di una scelta personale in comunione con gli altri.
Ma quale tipo di scelta? Cosa può muovere i potenti e le multinazionali verso i nostri interessi dato che i loro interessi sono lontani dai nostri?
Noi un potere lo abbiamo. Se loro sono potenti è perché noi gli abbiamo dato il potere e possiamo toglierglielo se solo agissimo collettivamente.
Ci serve una voce che indirizzi i comportamenti collettivi per guidare il cambiamento. Si può fare con il coinvolgimento delle coscienze di tutti.
Il nostro potere principale è quello economico e possiamo dettare il cambiamento se siamo disposti a rinunciare a parte del nostro non necessario benessere.
La nostra economia è la loro economia e noi non ce ne rendiamo conto.

14/01/19

Vogliamo insegnare agli altri come si vive.

Vogliamo insegnare agli altri come si vive. Vogliamo fare capire agli altri cosa è giusto e cosa è sbagliato. Diamo consigli a chi non li chiede. Puntiamo il dito verso coloro che vivono diversamente dal solito.
Condanniamo quelli che vanno controcorrente, quelli che non si uniformano, quelli che non si formalizzano, quelli che non fanno come gli abbiamo detto.
Vogliamo addirittura evangelizzare i piccoli, perché devono crescere bene, come siamo cresciuti bene noi grazie all'evangelizzazione che abbiamo ricevuto.
Perché vogliamo chiedergli: tu cosa vuoi fare per la tua città?
Perché noi sappiamo cosa serve agli altri affinché crescano bene, per non avere più in giro altri teppisti, mafiosi, spacciatori, parassiti, disonesti e tutte le brutture che oggi abbiamo.
Si. Chiediamo ai dodicenni e ai tredicenni cosa vogliono fare per la loro città.
Così rifletteranno e avremo persone più assennate per le strade, nei nostri condomini, nei nostri quartieri, sui pullman, a fare la fila in posta.
Avremo futuri uomini che aiuteranno altri uomini. Gente che non farà agli altri quello che non vorrebbe fosse fatta lei.
Avremo anziane che saranno aiutate ad attraversare la strada. Ragazzi che si alzeranno per lasciar sedere le donne incinte o le anziane, o si alzeranno solo perché sono donne.
Bene. Risolto il problema.  Facile.
Spero solo che non si alzi un dodicenne a chiedere: scusi ma lei cosa ha fatto per la sua città? 
Perché sa prof, don, dott., Sindaco, onorevole, presidente, Papa, mi sa che ci avete consegnato un mondo .... poco pulito, anzi proprio avvelenato. Abbiamo malati di cancro in ogni famiglia. Molti sono morti, altri stanno combattendo contro il cancro, che voi "grandi" chiamate "il male" solo perché ne avete TERRORE!
Voi cosa avete fatto? Continuate a vivere come se tutto fosse normale. Ci avete consegnato una città per la quale è stata dichiarata la catastrofe ambientale. Eppure nessuno si muove per cambiare le cose. Non abbiamo neppure l'acqua potabile. Voi cosa avete fatto per la vostra vita? Non per la città! Per la vostra vita! Avete visto morire i vostri padri, madri, figli, sorelle, fratelli per un cancro causato sappiamo tutti da chi e da cosa e non mi pare che abbiate fatto qualcosa.
Un uomo ha dichiarato d'aver visto e fatto quel che serve per ucciderci tutti. Ci hanno sparato 50 anni fa e state ancora qui ad aspettare che la pallottola vi colpisca da qualche parte e rimanete nel mirino senza neanche cercare di spostarvi e volete insegnare a noi cosa sia giustizia, cristiano, bene, male, scusi prof, don, dott., Sindaco, onorevole, presidente, Papa, ma non siete neanche vagamente credibili. Siete patetici.

Non avete denunciato nessuno, non vi siete costituiti parte civile, non avete fatto una class action, non avete fatto gruppo, non avete fatto nulla. In Francia per l'aumento della benzina hanno scatenato il putiferio, in Brasile per il prezzo della metro hanno fatto lo stesso.

E voi adulti che volete insegnare a noi, quale esempio ci avete dato?

05/09/10

Gela città senza cure.

Per non far tante storie inutili, il problema di Gela è che dietro tutto c'è un interesse sommerso che dà da mangiare ad altre poche famiglie, oltre alle 1000-1500 persone, e il gelese è un popolo strano e lassista. Dimostrazione del tutto è che lo stabilimento ancora resiste solo per dar da mangiare a così poche persone al costo della salute del resto della popolazione, che al posto di quella fabbrica di tossicità vorrebbe vedere un parco divertimenti che farebbe invidia a Mirabilandia o Gardaland. Ma il gelese dorme e finchè non si sveglia loro hanno il tempo di fare i loro ... comodi violentando la nostra terra, il nostro mare, la nostra aria e purtroppo anche i nostri corpi date le statistiche sui casi di tumore a Gela.
L'arrivo dello stabilimanto ha appiattito la cultura della gente di quel periodo e l'economia di Gela che era vocata al turismo, ma siccome è più semplice lavorare senza dover studiare, che studiare il modo per crearsi un lavoro, allora la gente ha preferito la prima soluzione, anche per la povertà nella quale si ritrovava il paese.
Oggi però avremmo avuto un arenile strepitoso e pulito, una marineria e una organizzazione turistica dettata dall'esperienza.
Oggi abbiamo invece il più alto tasso di malformazioni neonatali e casi di tumore.
Ma meglio un po' di veleno al giorno che un pezzo di pane in meno è la mentalità delle famiglie degli operai dello stabilimento. L'Eni è stata condannata a risarcire i danni alla città, ma qualcuno sta ridendo come un matto dentro a qualche ufficio, pensando che hanno potuto fare tutto e possono anche fare i sordi difronte ad una richiesta di risarcimento. Hanno pagato? In città non ho visto cose nuove. Ci sono figli senza padre o madre, perchè morti, stranamente, di cancro. Ne i lavoratori ne le loro famiglie ne i cittadini passivi hanno mai beneficiato della ricchezza del sottosuolo della città, neanche per curarsi dal cancro.
Dovremmo avere diritto a test di prevenzione tumorali pagati dall'Eni, ma non abbiamo mai avuto manco un polo oncologico fino a poco tempo fa. Come mai? Ci sarebbero stati troppi casi evidenti se tutti curati nello stesso posto. Dovendo andare fuori i casi si sono diluiti in tutta Italia e tutto è stato meno evidente. Qualcuno mette ordine anche in questo.
Si Gela è una città davvero strana e malata!!!

18/09/07

La nostra acqua. Ormai non più quotidiana ne potabile.



Questo è quello i cittadini di una città devono ricevere come acqua dai loro rubinetti.
La prima bottiglia di sinistra è acqua che comincia ad arrivare dalla rete cittadina dopo un pò che la si lascia scorrere, ma la seconda, al centro, e quella di destra, è l'acqua che arriva come primo schizzo quando si mettono in moto le pompe per fare arrivare l'acqua ai serbatoi di ciascun appartamento.
Mi spiego meglio.
L'acqua non è acqua corrente. La rete idrica distribuisce "acqua" a giorni alterni e a volte con pause di 3 fino a 10 giorni, se non di più, a causa di frequenti manutenzioni alla distribuzione. L'unica soluzione per poter avere "acqua" il più a lungo possibile, quando non arriva dalla rete, è il serbatoio. Quindi ogni volta che l'ente distributore immette il liquido in circolo, prima spinge tutto quello che è contenuto nella seconda e terza bottiglia di destra e poi comincia ad arrivare quello che è a sinistra. Naturalmente nei serbatoi si accumulano centimetri di fango e ruggine. Voi berreste un liquido simile? In questa città per cucinare si usano bottiglie di acqua minerale. Non Vi nascondo che per lavarsi è necessario spesso usare l'acqua minerale, almeno per sciacquarsi gli occhi e la faccia. Vogliamo parlare di dermatiti e congiuntiviti? La cosa strana (scandalo) è che il tutto costa 80 Euro ogni sei mesi. 160 Euro annui per il fango camuffato d'acqua. Cosa strana è che di tutto questo non ne parla la televisione. Il sindaco ha invitato la popolazione a non pagare le bollette, ma non messo per iscritto alcuna circolare ufficiale che sollevi i cittadini da carichi fiscali per il mancato pagamento delle stesse. Di quale città si starà parlando? Mi vergogno un bel pò anche di questo. E poi i politici hanno paura che Beppe Grillo scenda in campo a rovinargli la festa. Sono così occupati a gozzovigliare che non si accorgono che sta andando tutto in sfacelo. Commenti? Il mio: ci vorrebbe il diluvio!

Come nascono le dune a Gela. Smaltire la plastica no?

ti fai del male - Celentano

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